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Treviso, Diego Zanin a TLP: "Il mio futuro? Voglio vedere come si prospettano le cose"

In pochi anni il Treviso è tornato in Prima Divisione dopo un fallimento. "Per come era andata la stagione la vittoria del campionato è un risultato eccellente"
11.05.2012 00:00 di Orlando Savarese  articolo letto 1503 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Il Treviso non solo ha ottenuto il diritto a partecipare al prossimo campionato di Prima Divisione, ma ci è riuscito togliendo anche il primo posto al San Marino, sfruttando un attacco che ha messo a segno ben 60 gol in 38 partite. Tutto ciò enfatizza il lavoro del tecnico biancoceleste Diego Zanin, che da giocatore faceva (neanche a farlo apposta) l’attaccante. Intervistato in esclusiva da TuttoLegaPro.com, il tecnico trevigiano non intende parlare ora del suo futuro: aspetta prima che il Treviso faccia sapere il suo obiettivo nella terza serie.

“Per noi è un risultato eccellente il primato in classifica, soprattutto per come era andata la stagione – spiega il mister – Avevamo subito una penalizzazione di due punti, e comunque senza penalizzazioni avremmo ottenuto un risultato importante perché la Pro Patria sul campo ha fatto 71 punti contro i 69 del Treviso. Siamo riusciti a ottenere la promozione con qualche sofferenza di troppo, ma ce l’abbiamo fatta. Nel girone di andata avevamo fatto tanti punti, e così nel girone di ritorno siamo stati consapevoli che potevamo ottenere comunque qualcosa di importante”.

Considerando che nel girone c’erano anche San Marino, Rimini, Cuneo e qualche altra squadra che pareva favorita in partenza, si aspettava che il Treviso sarebbe arrivato addirittura primo?
“Siamo partiti come neopromossa con la speranza di poter mantenere la categoria, però siamo partiti fiduciosi. Abbiamo studiato il girone di andata per vedere le nostre antagoniste com’erano, ma venivamo comunque dalla Serie D. Poi abbiamo preso coscienza che potevamo fare molto bene”.

E anche lo “zoccolo duro” della scorsa stagione di Serie D non ha tradito: molti calciatori erano già con lei l’anno scorso.
“Vero: molti ne abbiamo confermati, e abbiamo preso solo dei giovani che comunque conoscevo, quindi abbiamo cominciato in questa maniera, con grande tranquillità e con umiltà. Avevamo voglia di stupire in una piazza che era depressa perché veniva dal fallimento precedente. È nata una squadra compatta, che ha ottenuto 19 vittorie come neopromossa. E anche i nostri tifosi ci sono stati vicini: in febbraio avevamo ricevuto la seconda penalizzazione, c’era incertezza a livello societario e la squadra ne ha risentito perdendo tre partite di fila. Comunque ci siamo guardati in faccia, abbiamo fatto di tutto per non buttarci via e abbiamo avuto una grande reazione. Eravamo consapevoli della nostra forza, ma abbiamo passato un’annata non facilissima”.

Ben tre dei vostri giocatori hanno raggiunto la doppia cifra in fatto di gol segnati: Perna con 16 gol si è rigenerato, Torromino con i 14 centri è stato la lieta sorpresa, e Ferretti con 10 gol ha mostrato di essere davvero un buon giocatore. Possono meritare tutti e tre le categorie superiori?
“Sono giocatori che erano con me anche l’anno scorso e hanno fatto bene. Torromino ha fatto meglio ancora, e ci ha fatto fare la differenza. La cosa piacevole è che ogni giocata fatta da questi giocatori è stata messa a disposizione del gruppo. C’è da notare che comunque il Treviso nella scorsa stagione ha avuto comunque un’ottima difesa, come in questa stagione: l’equilibrio si è confermato in una categoria superiore, favorito da una mentalità vincente”.

Dopo essere ripartito dall’Eccellenza due anni fa, il Treviso è arrivato in Prima Divisione. Questa squadra la vede pronta per questa grande avventura?
“Adesso vediamo come si sta strutturando a livello societario il Treviso: sono un paio di mesi che ci sono delle voci, quindi aspettiamo qualcosa di positivo. Dopodiché, a livello di campo vedremo i programmi e cercheremo di rispettarli. Treviso è una piazza che è tornata subito in C in due anni, ci ha fatto lavorare con tranquillità, ma penso che l’obiettivo ora sia fare un altro scalino. Comunque, abbiamo accelerato molto i tempi, quindi bisogna stare attenti, ma credo che chi di dovere farà i programmi e dovremo attuarli”.

Sta dicendo che lei potrebbe restare al Treviso in presenza solo di un progetto serio e ambizioso?
“Sono legato fino a fine anno: ci sono ancora due partite con il Perugia, quindi il mio pensiero rimane qui a Treviso. È ovvio che mi sono trovato molto bene, e mi troverò sicuramente bene anche in futuro. Voglio vedere anche io come si stanno prospettando le cose: nel momento in cui verranno presentati dei programmi valuteremo, ma siccome Treviso è una piazza di grande prestigio ci terrei a continuare il lavoro intrapreso in questi ultimi due anni”.

Ci sono attestati anche di altre società?
“Non lo so. Sono anni che sono nel calcio: ho ricevuto attestati da calciatore ma sono pochi anni che alleno. Io lavoro alla giornata: abbiamo fatto un ottimo risultato, di conseguenza è chiaro che ci possono essere delle gratificazioni intorno a me e intorno ai miei giocatori. Aspettiamo l’evolversi della situazione: se ci sono attestati possono far piacere, ma ciò non mi distoglie. Può succedere di tutto: se il mio futuro sarà a Treviso sarà nel migliore dei modi, se sarà da un'altra parte non fa niente”.

Ora la nuova prospettiva è questa Supercoppa di Seconda Divisione: di fronte c’è il Perugia che ha espresso un calcio estremamente redditizio, facendo ben 87 punti frutto di 26 vittorie 9 pareggi. 
“Ci troveremo una squadra che ha giocato un ottimo campionato, un campionato un po’ diverso dal nostro perché nel girone B si sono battute tra loro una decina di squadre. Il Catanzaro e il Lamezia hanno dato del filo da torcere, la Paganese si è defilata un po’ presto, e ad ogni modo sappiamo che incontreremo una corazzata. Il Perugia già come è strutturato ora potrebbe fare la Prima Divisione a ottimi livelli, ma noi cercheremo con le nostre forze di contendere loro la Supercoppa che sarebbe un fatto di prestigio”.

I nostri lettori hanno votato in maggioranza Costantino del Lamezia quale migliore allenatore della Seconda Divisione, seguito da Cozza del Catanzaro; nel vostro girone il più votato è stato Ninni Corda del Savona, e dopo c’è Cusatis della Pro Patria. Risultati giusti, in relazione anche all’andamento delle rispettive squadre?
“Se parliamo del mio girone, no di sicuro. A mio avviso Cusatis merita una citazione, perché la Pro Patria è partita da -13, poi ha riavuto due punti, e sotto la sua guida la Pro Patria ha fatto 71 punti. Poi ce ne sono tanti altri. Corda è un ottimo allenatore, ma ha lavorato con molti giocatori di maggiore esperienza, è vero che ha lavorato in condizioni particolari in cui versava il Savona, ma secondo me Cusatis avrebbe meritato qualche voto in più, come anche Petrone del San Marino. Costantino della Vigor non lo conosco personalmente, ma ha fatto un campionato importante dietro a due corazzate come Perugia e Catanzaro, e Cozza lo conosco bene perché siamo due ex reggini e lui ha fatto un eccellente campionato”.


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