ESCLUSIVA TLP - Vibonese, Dg Beccaria: "Incredibile il ricorso di Lega e FIGC dopo una stagione irregolare: valutiamo il risarcimento danni. Tifosi sul piede di guerra"

 di Sebastian DONZELLA  articolo letto 6562 volte
ESCLUSIVA TLP - Vibonese, Dg Beccaria: "Incredibile il ricorso di Lega e FIGC dopo una stagione irregolare: valutiamo il risarcimento danni. Tifosi sul piede di guerra"

La Vibonese è in Serie C ma non può disputare il campionato di Serie C. Una situazione incredibile, a metà fra il grottesco e il vergognoso, con punte di ridicolo e schizzi di stupidità. Il tutto condito da una burocrazia che fa a pugni con il tempo e non permette ai calabresi di giocare nella categoria scelta dalla Corte Federale d'Appello. La FIGC, in accordo con la Lega Pro, ha però deciso di presentare ricorso per impedire ai rossoblù di tornare in terza serie. Una scelta molto discussa, soprattutto per le ottime garanzie economiche vantate dal club di Vibo Valentia. In attesa della decisione finale, prevista per venerdì 15 alle ore 14 [LEGGI QUI], TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il direttore generale dei calabresi, Danilo Beccaria

Siete nel limbo ormai da diverse settimane. Come state vivendo questa situazione?

"Il 24 agosto abbiamo avuto una sentenza inattaccabile, con la quale la Vibonese è stata ammessa in Serie C. La sentenza era esecutiva, mi aspettavo che venissimo inseriti come il Rende tra i professionisti e, invece, la Lega Pro e la FIGC si sono rimbalzate la palla. La nostra inclusione era prevista per il precedente lunedì ma quel giorno, incredibilmente, proprio Lega e Federazione hanno fatto ricorso".

Cosa accadrà in caso di mancata ammissione?

"Noi ci sentiamo ancora in terza serie, visto che la sentenza non è stata smentita e il Messina è ufficialmente ultimo in classifica, decretando così la nostra salvezza nella passata stagione. Ma siamo molto preoccupati perché chi ha fatto ricorso non è sprovveduto, sa il fatto suo e nutre grosse possibilità di vincere. In ogni caso, se ribalteranno la sentenza, andremo al TAR e valuteremo il riscarcimento danni".

In tutto ciò c'è un mercato totalmente bloccato...

"È un altro grave aspetto di questa vicenda: fino al 24 agosto avevamo costruito una squadra che potesse lottare per i primi posti in Serie D, ovviamente bloccando numerosi under anche da categorie superiori e dalla Serie A. Poi, con l'ammissione tra i professionisti, abbiamo modificato il nostro raggio d'azione, spostandoci anche a Milano per il calciomercato: quei giovani sono stati lasciati liberi o sono stati mandati altrove dalle rispettive squadre d'appartenenza mentre noi abbiamo trovato l'accordo con altri calciatori, sempre di categorie maggiori, per il campionato di C. Ma, non potendo sottoscrivere contratti, siamo ancora fermi: con noi, in rosa, ci sono solo i giocatori che hanno firmato il contratto in Serie D nella prima parte di agosto.
Comunque vada, sarà un grosso danno: se sarà dilettantismo non sappiamo più dove pescare i giovani obbligatori per la categoria, se sarà professionismo, partiremo comunque con l'handicap di quattro partite da recuperare".

Diversi under li avete girati al Messina, la squadra che di fatto ha generato tutto questo caos ai vostri danni.

"Sia noi che i tifosi del Messina siamo delle vittime. Per stemperare gli animi tra le due città abbiamo dato la nostra disponibilità a girare loro i nostri giovani di Serie D. E spero che possano superare tutte le difficoltà visto che una piazza come quella siciliana merita di tornare il prima possibile tra i professionisti".

Sullo sfondo resta la travagliata stagione 2016/17.

"Se l'ultimo campionato fosse stato regolare non ci saremmo trovati in queste situazioni: non avremmo perso giocatori vincolati con contratti pluriennali e avremmo già disputato le prime gare di campionato. Il problema è nato a gennaio: molti giocatori sono stati trattenuti a Messina con la promessa di prendere gli stipendi. Si è falsato anche il mercato di riparazione. I giallorossi potevano fare come l'Akragas che, responsabilmente, si è tolta i contratti più onerosi, ottenendo la salvezza con tantissimi giovani e pagando alla fine tutti gli stipendi. A Messina, invece, la rosa è rimasta di primo livello ma i pagamenti non sono arrivati. Adesso, dopo aver chiuso a lungo gli occhi su questa vergogna, si cerca di escludere una piccola squadra come la nostra con cavilli legali e burocratiche sottigliezze. In tanti, fra calciatori, direttori e procuratori, hanno espresso la loro solidarietà nei nostri confronti, chiedendosi e chiedendoci come mai un club che ha sempre onorato i suoi impegni sia così osteggiato dal potere. E, francamente, ce lo chiediamo pure noi...".

Intanto i vostri tifosi si stanno organizzando per essere presenti a Roma, il giorno della sentenza...

"So che stanno preparando un bus per salire nella Capitale e far sentire la loro voce. Gli ultimi giorni, purtroppo, non si è vissuto un bel clima a Vibo: sono comparse ovunque scritte e striscioni contro le autorità calcistiche, addirittura foto di Tavecchio e Gravina con la didascalia "Guerra ai nemici della mia terra". Sono cose che fanno male ma che rendono l'idea del pasticcio che è stato combinato. I nostri tifosi, sempre correttissimi, hanno ormai i nervi a fior di pelle e sono sul piede di guerra perché hanno vissuto in prima persona tutto l'andamento di questa assurda vicenda: rassicurazioni sulla posizione regolare del Messina poi bellamente smentite dai fatti accessi agli atti negati, accessi agli atti negati, slittamenti vari. Senza contare l'incredibile voto contrario dell'Assoallenatori, con il loro presidente Ulivieri che ha bocciato la nostra riammissione, con grave danno per la sua stessa categoria: comportamento opposto a quello dell'Assocalciatori che elogiamo per la battaglia che ha condotto con in sella il suo presidente Tommasi. E c'è anche la decisione, vergognosa perché presa solamente a fine campionato, di escludere dal ripescaggio le squadre che ne avessero già usufruito un anno prima".