ESCLUSIVA TLP - Rende, Ds Martino: "La classifica si guarda a maggio. I derby? Valgono sempre tre punti. Squalifica a Porcaro esagerata. Trapani favorito per la B"

 di Sebastian DONZELLA  articolo letto 1895 volte
Giovambattista Martino
Giovambattista Martino

A metà agosto era in Serie D. Oggi, a furia di scalpi eccellenti, è una delle sorprese della Serie C. Parliamo del Rende, ultima invitata al gran ballo della Lega Pro. I calabresi, ripescati due settimane prima dell'inizio del campionato, sono al momento in zona playoff dopo aver vinto anche due derby. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il direttore sportivo dei biancorossi, Giovambattista Martino: il più giovane della categoria, con i suoi 27 anni, attualmente impegnato in quel di Coverciano per ottenere l'abilitazione a diesse: "Ci tenevo innanzitutto a ringraziare il presidente Coscarella per avermi dato la possibilità non solo di lavorare ma anche quella materiale ed economica di partecipare a questo corso".

Al momento siete in zona playoff, con una partita in meno rispetto a metà delle squadre che vi stanno davanti...

"La classifica non si guarda a ottobre ma ad aprile e maggio. Di certo abbiamo una grande guida tecnica, Trocini, e siamo una squadra combattiva, tosta da affrontare, con ragazzi che hanno voglia sia di affermarsi che di confermarsi in categoria. Il giocatore più importante che abbiamo preso è il gruppo". 

Nel weekend avete battuto nel derby il più quotato Catanzaro. All'esordio avevate superato la Reggina. La Calabria vi porta bene...

"Vincere con Reggina, Catanzaro o Akragas vale sempre tre punti. È chiaro che c'è la soddisfazione di battere squadre più blasonate e con più storia, soprattutto se della tua regione, però non dobbiamo dimenticarci che in ottica salvezza ogni partita al massimo può darti tre punti".

A proposito di salvezza, è 'solo' quello l'obiettivo stagionale?

"Senza dubbio. Guai, al momento, a pensare ad altro che non sia il mantenimento della categoria. Abbiamo una squadra formata da molti debuttanti tra i professionisti, compresi me e il mister, oltre che da ragazzi che arrivano dall'Eccellenza e dalla Serie D, svincolati vari. L'unico comun denominatore è che si tratta di giocatori con ottime qualità, sia in campo che fuori, che fanno della motivazione la loro qualità maggiore. Sanno che quella di Rende è una grande possibilità per ognuno di loro e sanno cosa vuol dire fare sacrifici".

Due settimane fa, dopo le tre sconfitte consecutive con Siracusa, Lecce e Virtus Francavilla, avete osservato il turno di riposo. Poi il pari a Fondi e la vittoria a Catanzaro. La pausa vi ha rigenerato?

"Non credo, perché le prestazioni ci sono sempre state anche nelle sconfitte, tutte avvenute per 1-0. Col Siracusa abbiamo perso sull'unica occasione che hanno avuto, a Lecce con un gol in fuorigioco, col Francavilla sull'unico tiro effettuato dai pugliesi. E anche a Fondi eravamo in vantaggio fino a cinque minuti dalla fine. La squadra era ed è in salute, cosa che ha dimostrato sia nelle vittorie che nelle sconfitte".

Esattamente due mesi fa siete stati ripescati in Serie C dopo aver vinto un ricorso. Quanto ha influito ciò nella costruzione della squadra?

"Un po' ma non l'abbiamo mai vissuto come un problema. Eravamo sereni perché sapevamo di essere dalla parte della ragione, anche se all'inizio, dopo la prima esclusione a sorpresa, non nascondo che c'è stata tanta paura. Però, col senno di poi, quasi quasi devo ringraziare questa circostanza negativa perché credo che ci ha uniti ancora di più, ci ha fatto essere squadra fin da subito. Chiaro che, sul mercato, non potevi andare su determinati giocatori senza la sicurezza della Serie C, soprattutto nel chiedere in prestito ragazzi da categorie superiori. Abbiamo scelto la strategia di prendere calciatori in ottica di Serie C ma che sarebbero venuti da noi a prescindere dalla categoria".

Col Lecce sconfitta con un gol molto dubbio, col Catanzaro espulso Porcaro e squalificato tre giornate per un fallo che ai più è parso involontario...

"Paghiamo il fatto di essere una matricola in questa categoria. Involontariamente, e sottolineo involontariamente, un arbitro, se deve prendere una decisione, forse si fa influenzare dal fatto che da una parte ci sono 10mila tifosi e dall'altra un piccolo team che rivede il professionismo dopo decenni. E magari non prende la decisione giusta. Mi preoccupa, però, che finora abbiamo avuto solo torti e nessun favore. Spero sia un caso, anche perché, di solito, a fine campionato torti e favori si riequilibrano. Tornando a Porcaro: tre giornate di squalifica mi sembrano esagerate. Ero in panchina quando c'è stato il contrasto e non avevo visto nulla. Ho visto il video e non ho rivisto nessun intervento che giustifichi tre giornate di squalifica. Ricorso? Sarà la società a decidere il da farsi".

Intanto sabato andrete a Bisceglie. Non c'è il rischio di sottovalutare la partita dopo l'impresa col Catanzaro?

"Guai solo a pensarci. Il Bisceglie ha una squadra importante, costruita in maniera giusta. Hanno stranieri che nei loro paesi hanno disputato ottimi campionati e un attaccante che mi piace tantissimo, Gabrielloni, preso in D dalla Cavese. Quella pugliese è una squadra strutturata e atletica: il più basso fra i titolari è 185 centimetri. Per questo credo che, dopo le big, ci siano loro".

A proposito di big, chi vede favorito per la promozione in Serie B?

"Trapani, Catania e Lecce, esattamente in quest'ordine. Secondo me i granata sono una squadra concretissima, sono pronti alla Serie B a livello ambientale, giocano benissimo: per questo ritengo il Trapani la favorita numero uno. A livello di nomi, però, il Catania è la squadra più attrezzata".

Chiusura da operatore di mercato: quali due giocatori, ovviamente non suoi, le piacerebbe tesserare un giorno?

"Francesco Salvemini, attaccante classe '96 in forza all'Akragas, e Giovanni Foresta, centrocampista classe '95, che la Carrarese ha acquistato dal Crotone".