ESCLUSIVA TLP - Renate, Di Gregorio: "Con umiltà pensiamo ai primi obiettivi da raggiungere. Poi potremmo sognare..."

 di Claudia MARRONE  articolo letto 1381 volte
© foto di Alex Zambroni
ESCLUSIVA TLP - Renate, Di Gregorio: "Con umiltà pensiamo ai primi obiettivi da raggiungere. Poi potremmo sognare..."

187 cm per coprire i 224 che una porta ha, quella porta che fin da quando sei bambino ti accompagna in una sorta di solitudine che si vede subito dal vestito, non uguale a quello dei compagni, dalla visuale diversa del campo che si ha da quella prospettiva, dalla palla che alle volte si insacca dietro alle spalle quando a fianco tuo non c'è nessuno. Ma niente di tutto ciò ha mai spaventato Michele Di Gregorio, un ragazzone classe '97 che da pochi mesi difende i pali del Renate
Prima esperienza tra i pro per il ragazzo, che ai microfoni di TuttoLegaPro.com racconta la sua esperienza.

Sul tabellino della gara finisce sempre l'attaccante che segna, ma spesso sono i portieri a tenere in pari la barca e a fare il lavoro sporco. E Di Gregorio contro la Feralpisalò è stato fondamentale per il Renate.

"E' normale che siano più in luce gli attaccanti che segnano, ma noi siamo una squadra compatta, dove tutti cercano di dare una mano all'altro, e io ho solo fatto il mio in un momento nel quale l'avversario stava pressando. Ma più dei singolo, in uno sport di squadra, è il gruppo a fare la differenza, e su quello noi non possiamo lamentarci: lavoriamo bene, l'amalgama giusta è stata creata, e ora dobbiamo essere lucidi nel continuare su questa strada per raggiungere quanto prima gli obiettivi che ci siamo prefissati. Poi magari possiamo anche sognare qualcosa in più".

Sorprende comunque l'atteggiamento che hai avuto alla tua prima esperienza tra i pro: talento da vendere unito a un istinto che pare quello di un veterano, mostrato con naturalezza anche contro avversari blasonati in Tim Cup. Che impatto hai avuto con la categoria?

"Appena sono arrivato a Renate sono stato accolto subito bene da tutti, ho trovato bravi ragazzi che hanno messo a proprio agio noi più giovani, e questo è stato importante. Chiaro che affrontare subito formazioni come Empoli e Spal lascia emozioni forti, sensazioni che mi porterò per sempre dietro. Per altro poi sono anche andate bene le partite, quindi di più non potevo chiedere. Ma è stato solo l'inizio, lavorerò ancora tanto".

Era ipotizzabilie un inizio di stagione come quello che avete avuto? Parlavamo di Tim Cup, ma anche in campionato ve la siete vista con formazioni blasonate...

"I miei compagni parlavano spesso di Padova e Feralpisalò come squadre da battere, ma allo stesso tempo c'è da dire che abbiamo la consapevolezza di potercela giocare con tutti, non dobbiamo temere nessuno: i mezzi li abbiamo, e dobbiamo sempre avere fiducia in questi. Per ora il campo ci ha dato ragione".

Quando si è piccolo è difficile trovare bambini che vogliono giocare in porta: perchè invece tu hai deciso di fare il portiere?

"Sin da bambino mi piaceva giocare con le mani, e non ho mai avuto paura a tuffarmi neppure correndo il rischio di farmi male. Poi il sogno di giocare tra i pali è rimasto, e ho cercato di portarlo quanto più avanti possibile".


E avanti sei arrivato. Quando hai avuto la sensazione di avercela fatta?

"Indubbiamente la chiamata dell'Inter è stata una svolta, solo quando giochi in club così importanti capisci cosa voglia dire un certo tipo di formazione, il senso di squadra, cose che poi, una volta cresciuto, ti aiutano ad andare avanti. E un grazie particolare va anche ai miei genitori, che mi hanno sempre aiutato, portato su e giù tra campi di allenamento e gioco, e mi hanno fatto capire l'importanza dell'opportunità che avevo avuto".

Quali obiettivi ti sei posto per questa stagione?

"Io spero di continuare a giocare quante più partite possibile per migliorarmi, ma è ovvio che i principali obiettivi sono poi quelli di squadra. Mi piacerebbe molto ripetere quello che è stato il cammino del Renate della passata stagione, toccare di nuovo i play off, e perchè no, magari anche migliorarlo quel poco...".