ESCLUSIVA TLP - Renate, Cincilla: "I numeri che registriamo sono merito dell'ambiente, qua facciamo calcio vero. E sui play off..."

 di Claudia MARRONE  articolo letto 1355 volte
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
ESCLUSIVA TLP - Renate, Cincilla: "I numeri che registriamo sono merito dell'ambiente, qua facciamo calcio vero. E sui play off..."

Si può avere 23 anni ed essere il portiere meno battuto di un girone di un campionato professionistico? Si, si può, e la dimostrazione è Matteo Cincilla, portiere del Renate che di anni, in realtà, 23 ne deve ancora compiere. Più precisamente a ottobre. Ma il talento dell’estremo difensore nerazzurro è esploso soprattutto in questa stagione dove il club lombardo sta collezionando numeri da record in generale, ma più che altro in difesa. A raccontarsi ai microfoni di TuttoLegaPro.com è lo stesso calciatore.


Numeri impressionanti: neppure un gol a partita subito (QUI la media nel dettaglio), e 16 match senza rimediare gol alcuno. Traguardo ottenuto: sei il portiere meno battuto del Girone A.

“Già 10 gare senza subire reti sarebbero state tante, così effettivamente è un traguardo notevole perché comunque, soprattutto poi se riusciamo a stare ancora una o due partite senza subire reti, si parla quasi di un girone di stagione senza reti contro. E non sono numeri da poco, sia per me personalmente che per la squadra nel complesso”.

Anche perché comunque, soprattutto quando c’è stato un calo in attacco e si è segnato meno, la difesa ha sempre tenuto botta, per dirla in gergo…

“Direi più che altro tutta la fase difensiva, non solo la difesa, ma anche appunto la gestione degli altri reparti nel complesso. Siamo proprio squadra, il gruppo è la nostra forza, e se si va ad analizzare l’annata, si può vedere come i numeri importanti siano arrivati dal fatto che non c’è mai stato un calo globale, e questo ha messo in moto un trend positivo. Per prima cosa ci ha permesso di non incassare mai risultati pesanti, l’aver limitato il passivo ha di conseguenza permesso di costruirsi al meglio la gara successiva e questo, infine, ci ha dato la consapevolezza, già da tempo, che ce la saremmo potuta giocare con chiunque. Come poi è effettivamente stato”.

Non c’è però la sensazione che il Renate qualche punti in più avrebbe potuto averlo?

“Sicuramente si, almeno 4-5 punti in più li avremmo tranquillamente meritati. Il campo però ha detto che finora di punti ne dovevamo avere 50, ma al tempo stesso ha detto che alla fine abbiamo solo sbagliato, magari anche a causa di qualche episodio, la gara del girone di andata ad Arezzo, squadra che ci ha preso a pallonate, e qualcosa nel match di ritorno contro la Giana Erminio. Con questo ovviamente non voglio togliere meriti a loro, si parla di due squadre veramente forti”.

50 punti per il momento vogliono dire play off. Quanto manca secondo te per averli matematicamente in tasca?

“Sulla carta ci dovremmo essere, credo che siano sufficienti un altro paio di punti, ma chiaramente il nostro obiettivo è raccogliere il massimo dalle tre restanti gare. Contando comunque il fatto che i play off li meritiamo, e meriteremmo di raggiungerli anche prima dell’ultima gara per tutto il percorso che abbiamo fatto nell’arco del campionato”.

Campionato che per te, escludendo la parentesi di Savona, è il terzo con la maglia nerazzurra. Come hai visto crescere il club nel corso delle stagioni?

“Quest’anno soprattutto vedo un Renate davvero forte, facciamo del calcio vero, con motivazioni che non solo ci vengono dagli spalti ma anche dalla società, dai vari staff e da noi stessi. Qua non è mai mancata la programmazione, ma quello neppure nell’anno dell’allora C2, e alla fine errori societaria non sono mai stati commessi, anzi, tutto è sempre stato fatto in modo corretto: e quando le società sono sane, alle lunga vengono sempre fuori. Prima o poi i risultati arrivano. Il fatto di avere, solo per fare un esempio, stipendi sempre puntuali e campi di allenamento a disposizione senza dover girovagare di giorno in giorno per trovarne uno, vuol dire tanto, in categorie come la Lega Pro la differenza la fa anche questo”.

Ma torniamo un attimo al campionato in corso. Poche reti subite, ma tanti attaccanti visti: qual è quello che ti ha impressionato di più?

“Moscardelli dell'Arezzo è sicuramente talento puro, e io lo ricordavo anche dalla tv quando ero più piccolo che seguivo la Serie A, ma se devo dire quello che mi ha impressionato di più dico Bruno della Giana Erminio: è devastante. Lui ha giocato più tempo fa nelle grandi categorie, quando ancora ero bambino e non seguivo bene il calcio, lo ricordavo solo di nome, ma avendolo visto giocare son rimasto senza parole: ha colpi che solo se si è grandi giocatori si hanno. Basta vedere il gol che proprio a me ha fatto: non tanto il gesto tecnico, quel tocco morbido dai 30 metri, ma proprio la visione che ha avuto prima di colpire la palla. Gli è bastato alzare gli occhi per decidere la cosa da fare”.

Chiudendo, una nota globale: sarà un girone, l’A, che si deciderà solo a ultimo, o qualcosa si potrà definire già nella prossima giornata, al massimo in quella ancora successiva?

“Credo si dovrà aspettare l’ultima giornata, le distanze sono molto minime, sia in alto che in basso alla classifica, sarà una guerra fredda tra tutte. A ogni modo vedo molto bene la Cremonese, con la grande rimonta fatta sull’Alessandria è sicuramente la squadra che, almeno moralmente, sta meglio di tutte: ora viaggerà sulle ali dell’entusiasmo”.