ESCLUSIVA TLP - Reggiana, l'ex DS Grammatica: "L'addio ai granata? Fa parte del calcio. Stagione ad alti livelli con tante scommesse vinte. Tre acquisti e gli emiliani possono puntare alla B"

 di Sebastian DONZELLA  articolo letto 3821 volte
© foto di Luca Sanguinetti
ESCLUSIVA TLP - Reggiana, l'ex DS Grammatica: "L'addio ai granata? Fa parte del calcio. Stagione ad alti livelli con tante scommesse vinte. Tre acquisti e gli emiliani possono puntare alla B"

La Reggiana ha appena vissuto un'annata positiva, terminata a un passo dal sogno chiamato Serie B. Merito anche delle scelte del direttore sportivo Andrea Grammatica che, però, non è stato confermato dal team granata in vena di rivoluzione. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva l'ex diesse reggiano.

Partiamo dalla fine e dall'interruzione del rapporto con la società granata.

"Fa parte del calcio. Ho già ringraziato i tifosi e i club, non voglio parlare di altro perché è giusto che rimanga un ricordo positivo di un'annata che ha visto protagonisti sia la prima squadra che il settore giovanile: abbiamo raggiunto i risultati tecnici prefissati a inizio stagione e con i più piccoli Sergio Mezzina ha fatto un lavoro straordinario. Inoltre siamo stati contenti dell'alchimia che si è creata nel finale di stagione tra squadra e tifosi". 

La fine del campionato è il momento adatto per i bilanci.

"Il bilancio è positivo. Nella prima parte di stagione siamo stati inseriti in uno dei gironi più competitivi degli ultimi anni, in un grande campionato che ha visto in gioco squadre blasonate e forze economiche veramente importanti. 
A testimoniarlo il fatto che 3 semifinaliste playoff su 4 provenissero del Girone B, senza contare che anche altre squadre del nostro raggruppamento potevano ambire alle Final Four. La stagione, dunque, è stata di alto livello, avendo sfiorato un sogno al primo anno del progetto. Ci eravamo prefissi di costruire una squadra competitiva e sicuramente ci siamo riusciti. Credo che con 2-3 innesti di prima fascia la Reggiana possa ambire al primo posto. 
Resta, da parte mia, il grande orgoglio di aver dato la giusta possibilità a tanti giocatori al minimo federale e a tante scommesse, tutte vinte: penso ai vari Calvano, Narduzzo, Manconi, Panizzi, Guidone e Lombardo. Tante volte le idee sono più importanti del budget a disposizione. La Reggiana, insomma, ha una buona base da cui ripartire e di questo sono felice per Reggio, una città in cui sono sempre stato con piacere".

A proposito di playoff: un giudizio a bocce ferme.

"Noi e il Pordenone mentalmente forse eravamo più fresche. A condizionarci sono stati il gol subìto all'inizio contro l'Alessandria e un paio di assenze pesanti che ci hanno privato di qualche alternativa in più, fondamentale quando affronti squadre di grandissimo valore come quella piemontese. Il nostro rammarico è proprio questo: non esser stati al completo contro i grigi. Resta comunque il fatto che queste sfide vengono decise da episodi: con noi Gonzalez ha fatto la differenza, contro il Parma invece non si è ripetuto".

Occhio sul futuro: dove andrà il direttore Grammatica?

"Al momento sto alla finestra e senza fretta attenderò la possibilità giusta. Valuterò quello che il mercato avrà da offrirmi: ora come ora sono sereno e tranquillo".

Il prossimo anno gli over tesserabili dalle squadre di Lega Pro passeranno da 16 a 14. Che ne pensa?

"Posso raccontare l'esperienza vissuta l'anno scorso: ho dovuto rifondare una squadra perché in 20 giorni ho dovuto prendere 19 calciatori visto che il regolamento era cambiato. Quando l'ossatura è già completa puoi operare con più serenità e distribuire meglio le scelte sulla base degli over che hai in rosa. Credo che i giovani forti possano giocare indipendentemente dal regolamento: ho sempre pensato questo e lo penserò sempre. Non penso che dal numero degli Under possa dipendere il futuro del calcio italiano dal punto di vista qualitativo. Si sono visti giovani bravi in Lega Pro quest'anno e sono convinto ci sarebbero stati anche senza imposizioni da parte del regolamento. Però le leggi vanno rispettate anche se vi sono difficoltà in più per i direttori".