ESCLUSIVA TLP - Lupa Roma, DG Rosato: "Da noi stipendi pagati a differenza di chi è rimasto in Serie C. Con meno onestà ci saremmo salvati. E sulla squadra..."

 di Sebastian DONZELLA  articolo letto 4805 volte
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
ESCLUSIVA TLP - Lupa Roma, DG Rosato: "Da noi stipendi pagati a differenza di chi è rimasto in Serie C. Con meno onestà ci saremmo salvati. E sulla squadra..."

Tanta amarezza ma anche tanta voglia di ripartire. La Lupa Roma, dopo la retrocessione ai playout, non ha mollato affatto la presa. La società romana nelle ultime settimane ha lavorato in silenzio per adempiere al meglio alle incombenze economiche degli ultimi mesi, risolte brillantemente in questi giorni. Adesso, però, per i capitolini è tempo di tornare a parlare: TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva l'amministratore delegato Pietro Rosato.

Anche quest'anno la scelta di Roma in Lega Pro non ha pagato: un anno fa la retrocessione toccò alla Lupa Castelli e alla Lupa Roma, quest'anno di nuovo alla Lupa e alla Racing, che aveva ereditato il titolo dal club dei Castelli...

"Due romane su due quest'anno, quattro su quattro in due stagioni. Non mi permetto di parlare degli altri club ma avendo avuto un'esperienza anche nella stagione precedente, tra le fila della Lupa Castelli, posso tranquillamente affermare che le squadre di Roma pagano in primis il pochissimo pubblico: c'è poca fidelizzazione e questo si ripercuote, almeno nel caso della Lupa di quest'anno, sui calciatori: le motivazioni che hanno dentro non sono bastate e non c'è stato un pubblico degno di nota che abbia saputo pungolarli o incoraggiarli a seconda dei momenti, a differenza di quanto avvenute in molte delle nostre avversarie, squadre con pubblico, blasone e storia. 
Un'altra causa è stata il budget risicato: si è fatto fronte alle spese di ripescaggio e non ha aiutato nemmeno la fretta nel costruire la squadra, assemblata per forza di cose ad agosto, al contrario delle avversarie. A proposito di budget, purtroppo, mi tocca notare che l'aiuto del territorio è stato minimo. Ancora una volta Roma e dintorni, per miopia e invidia, hanno gettato alle ortiche la possibilità di far crescere progetti calcistici in serie minori".

Poche settimane fa avete ricevuto un deferimento per i mancati pagamenti dei contributi di gennaio e febbraio. 

"Prima di analizzare questa situazione vorrei annunciare che la Lupa Roma ha ottemperato, nei termini del 26 giugno, a tutti i pagamenti di marzo, aprile e maggio comprensivi di contributi e quant'altro. L'aspetto della serietà è fondamentale: lo abbiamo fatto perché ci sentiamo ancora un club professionistico e perché siamo pronti a partecipare alla prossima Serie C se ci sarà l'occasione di farlo.
Riguardo al deferimento, mi preme dire che quello di gennaio e febbraio è stato un caso in gran parte indipendente dalla nostra volontà. Non è una consuetudine né da parte mia né da parte della società non pagare nei termini: tutto è nato dalla poca chiarezza intorno alla mutualità. Le tempistiche non ci hanno aiutato e noi abbiamo comunque scelto di privilegiare i calciatori: abbiamo pagato per intero gli stipendi, cautelando il più possibile le famiglie dei nostri tesserati, aspettando un momento successivo più felice per i contributi. Abbiamo fatto il possibile per cautelare le famiglie".

I problemi economici restano un tema centrale in Lega Pro.

"Noi al rispetto delle regole ci teniamo, anche quando la situazione non è facile. In Lega Pro, invece, ci sono società più blasonate della Lupa Roma che hanno giocato senza affiliazione alla FIGC, senza fidejussione e senza aver pagato mesi di stipendi. E' il caso, ad esempio, del Como che mi ha tolto sei punti in campionato, anche grazie a un budget sei volte superiore al nostro. Eppure i loro tesserati non hanno alcuna tutela. Sia chiaro, non ho nulla contro la piazza comasca e spero per i loro tifosi che la situazione si possa risolvere nel migliore dei modi. Però mi domando come abbia fatto una squadra con queste problematiche a finire il campionato, condannando altri club nettamente più virtuosi alla retrocessione. Con meno onestà, magari, ci saremmo salvati".

In che modo?

"Tutte e tre le classifiche, tranne rare eccezioni, rispecchiano il budget stanziato dalle società. Io vorrei far notare che la Lupa Roma ha fatto sei punti in meno della Carrarese con la metà del loro monte stipendi. Eppure con un semplice trucchetto avremmo potuto spendere il doppio di loro: bastava fare una campagna acquisti faraonica, pagare i primi stipendi con i soldi realmente in cassa, a gennaio vendere i pezzi pregiati dopo aver già ottenuto una bella fetta di salvezza. Poi, magari, con una sola piccola penalizzazione, avremmo ottenuto la permanenza tra i professionisti, per poi vendere il club nel finale di stagione e guadagnarci anche qualcosa. Però noi siamo persone serie e non illudiamo nessuno. E soprattutto abbiamo rispetto delle regole".

Tornando alla stagione, cosa non ha funzionato all'interno della squadra quest'anno? Avete battuto la Cremonese, pareggiato contro l'Alessandria e perso per due volte col fanalino di coda Racing. Come mai?

"Una parte dei calciatori, a differenza della società, non si è mai presa le proprie responsabilità, cercando spesso un alibi. Sono rimasto deluso da alcuni comportamenti e dal poco attaccamento alla maglia dimostrato. Questa rosa ha fatto capire che non era affatto scarsa: come fai a fermare le prime della classe per poi perdere gli scontri diretti più importanti? La realtà è che purtroppo, come ho sempre detto nello spogliatoio, non sono mai stati un gruppo: in pochi si sono sacrificati per il compagno, in molti hanno pensato solo al loro orticello. 
Maceratese e Akragas, nonostante i rispettivi problemi, si sono salvati grazie all'unità dei propri giocatori. Da noi, invece, nonostante l'assenza di problematiche organizzative ed economiche, è accaduto esattamente l'opposto. C'è grande rammarico perché, nonostante i grandi sforzi di questa società, con un minimo di partecipazione e responsabilità da parte di tutto l'ambiente, questa squadra probabilmente avrebbe anche evitato i playout".

Su quali basi ripartirà il futuro?

"Abbiamo scelto di dare estrema importanza al settore giovanile, componente importante per avere entusiasmo e per crescere. Mi dispiace aver trascurato questa componente nell'ultima stagione, un errore che non ripeterò mai più. 
La Lupa Roma adesso vuole capire cosa fare da grande. L'ambizione è quella di poter partecipare al campionato di Serie C pur sapendo che al momento non abbiamo diritto al ripescaggio. In caso valuteremo di ripartire in Serie D: bisognerà decidere come, dove e in che modo".