ESCLUSIVA TLP - Lumezzane, pres. Cavagna: "Niente ripescaggio: non pago i debiti di altre società. Ma saremo comunque in Serie C..."

 di Sebastian DONZELLA  articolo letto 7674 volte
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
ESCLUSIVA TLP - Lumezzane, pres. Cavagna: "Niente ripescaggio: non pago i debiti di altre società. Ma saremo comunque in Serie C..."

Un quarto di secolo di serietà da barattare con 300mila euro. Per pagare, magari, chi ti ha costretto alla retrocessione. È la storia del Lumezzane, una delle società più longeve in Lega Pro, che dopo la retrocessione potrà ritrovare il professionismo solamente pagando la tassa a fondo perduto. TuttoLegaPro.com ha intervistato il presidente dei lombardi, Renzo Cavagna, per capirne di più sul futuro dei rossoblù.

Presidente, il Lumezzane farà domanda di ripescaggio?

"Il Lumezzane non pagherà mai per il ripescaggio: non intendo regalare 300mila euro per far fronte ai debiti di società che mi hanno condannato alla retrocessione con comportamenti di mercato assurdi. Alcuni club hanno pensato solo alla classifica, senza rispettare le regole: ci sono società che stanno presentando la documentazione necessaria per iscriversi al prossimo campionato nonostante gli arretrati da saldare con il fisco e per gli stipendi della stagione appena conclusa. Io sono dell’idea che una società, dopo due stipendi non pagati, debba essere esclusa dal campionato: le irregolarità gravi devono essere punite con la giusta severità. Come giustamente togliamo la patente a un ubriaco che guida, così dovremmo vietare a squadre con debiti ingenti di poter continuare a iscriversi.

Inoltre molti miei colleghi vorrebbero il Lumezzane in Serie C al posto di queste squadre: il nostro team è valore aggiunto per la Lega Pro, dovrebbe essere preso da esempio ed essere riammesso in categoria d’ufficio, vista l’esclusione del Latina, perché siamo stati sempre dei galantuomini. Il Lumezzane non sa cosa siano i punti di penalizzazione: semplicemente veniamo da un altro pianeta.

Questa squadra, nel suo piccolo, ha contribuito a fare la storia del calcio italiano: tutti ricordano che Balotelli ha debuttato con noi ma quello è stato anche un colpo di fortuna. Io penso che da noi Nicola è diventato un allenatore, che Pisacane voleva smettere prima di ricominciare da noi, che da noi son stati scoperti o valorizzati giocatori come Galabinov, Inglese e Maniero. Cosa abbiamo da spartire con società che ogni paio d’anni falliscono e ripartono da zero, creando buchi mostruosi?”.

Eppure si parla di soci che potrebbero dare una mano al Lume.

"Il sindaco mi ha detto che questi presunti imprenditori intenzionati a entrare in società preferiscono l'anonimato. Di sicuro non sono di Lumezzane oppure pensano di fare i fenomeni comprando la categoria per salvare la squadra. Ma non capiscono che questa squadra non deve essere salvata: non ho mai camuffato un bilancio, non ho un euro di debiti nei confronti della squadra e stabilisco io se ho voglia di venderla e a chi venderla. Questi presunti compratori per me non valgono molto, l'ho detto anche al Sindaco. Nessuno li aveva cercati e il loro comportamento non mi è assolutamente piaciuto".

Quali saranno le vostre prossime mosse?

"Di sicuro non c’è la Serie D nel nostro futuro. Con tutto il rispetto per il mondo dilettantistico, non vado in Serie D per vedere squadre piene di debiti essere al mio posto in Lega Pro. Io sono convinto che il Lumezzane il prossimo anno giocherà in Serie C dopo esser stato riammesso. Ho ragionato sui regolamenti e ho un paio di idee in serbo. Non posso dire di più, posso dirvi solo che settimana prossima vorrei incontrare insieme al presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina, il presidente della FIGC, Carlo Tavecchio: voglio illustrargli di persona i tanti problemi della nostra categoria”.

Sarà una chiacchierata lunga allora…

“Le pare normale che delle società non pagano da un’eternità e al massimo beccano un paio di punti di penalizzazioni nella stagione successiva? Le pare normale che in pochi anni si passerà da 102 a 40 squadre con decine di società virtuose messe alla porta e migliaia di posti di lavoro persi? Le pare normale che in tutti gli altri Paesi esista una programmazione seria mentre da noi le regole sui giovani e sui ripescaggi cambiano di anno in anno e, in quest’ultimo caso, addirittura con deroghe dell'ultimo secondo? Le pare normale vedere banditi saltare da una squadra all'altra mentre imprenditori seri si allontanano da questo mondo? Le pare normale che in Italia si vive solo ed esclusivamente di diritti televisivi? Le pare normale che un sacco di società senza gli spiccioli delle valorizzazioni dei club di Serie A debbano chiudere? Ma esattamente dove vogliamo arrivare?”.