ESCLUSIVA TLP - Juve Stabia, l'ex Ds Logiudice: "Vi racconto tutto. Ecco come è andata...."

 di Luca Esposito Twitter:   articolo letto 4631 volte

Per diverso tempo, dallo scorso dicembre, l’ex direttore sportivo della Juve Stabia, Pasquale Logiudice, si era chiuso nel suo silenzio totale e non aveva più parlato con la stampa, ma dopo oltre sei mesi ha accettato di concedere un’intervista esclusiva a TuttoLegaPro.com. Nonostante il suo rapporto con il club campano sia finito bruscamente, Logiudice ha fatto comunque bene in due anni e mezzo, operando delle plusvalenze nel mercato in uscita, basti pensare alle cessioni di Nicastro al Perugia, di Polak alla Cremonese e di Migliorini all’Avellino: i tre calciatori erano stati presi a basso costo e sono stati rivenduti a prezzo maggiorato, il che fa pensare che il dirigente (che in carriera ha fatto anche il calciatore) ha saputo analizzare i giocatori in prospettiva o rivalutarli quando non avevano più tanti estimatori, in questo è stata utile anche l’esperienza da osservatore per conto del Catania che era in Serie A. Logiudice andrà a Catanzaro, dove aveva già fatto il consulente di mercato? Non è ancora detto: se dovesse avvenire qualche contatto con la nuova proprietà, egli sarebbe disponibile.

“Sulla carta ero stato esonerato dalla Juve Stabia, ma la realtà è che dal 29 dicembre mi sono messo da parte per divergenze. Con la partita di Melfi (ultima del girone di andata ndr) per me la mia esperienza era finita. Avevo dato le dimissioni, ma il patron Manniello, che ha sempre avuto grande rispetto per me, le ha più volte rigettate, anzi mi ha continuato a pagare fino all’ultimo. Questo per una forma di rispetto e credo anche di riconoscenza verso l’uomo Logiudice”.

La Juve Stabia aveva cominciato benissimo la stagione, terminando il girone di andata al primo posto, poi ha avuto delle difficoltà. Perché, secondo lei?

“Probabilmente i successi hanno dato alla testa un po’ a tutti, quindi nessuno è riuscito a gestirli. Non condividevo più certe situazioni. C’è stata piccola divergenza con uno in particolare – con mister Fontana, ndr – , qualcosa si era rotto...Pur ringraziando il patron per la riconoscenza, io credo che egli doveva prendere più in mano la situazione. Comunque, va detto, che in due anni e mezzo la Juve Stabia ha sempre cercato di fare campionati di vertice, pur non potendo contare su budget come quelli di Lecce, Foggia e Matera. Riguardo al calo di rendimento della squadra della stagione appena conclusa, purtroppo, in Italia si vive di risultati. Alcune cose magari non sono andate come dovevano”. Peccato, perché si stava facendo un grande campionato. Con i se e con i ma non si fa la storia…

Sembra che Manniello possa lasciare se non dovesse avere l’aiuto necessario per sostenere la Juve Stabia in Serie C, oppure optare per un abbattimento dei costi. Ultimamente è venuto fuori il nome di Fabio Caserta come probabile allenatore. Lo consiglierebbe?

“Sì, perché negli ultimi anni la Juve Stabia è riuscita sempre a lanciare allenatori alle prime esperienze, come Fontana e come Pancaro. E quindi, perché no? Caserta conosce bene la piazza sportiva di Castellammare, è una persona intelligente ed è stato sempre al servizio di questi allenatori, quindi avrà sicuramente colto qualcosa di positivo”.

Da direttore sportivo lei ha fatto sempre bene, ma è tuttora senza squadra. Come spiega questo?

“Non è che io sia stato alla finestra: ho avuto la possibilità di andare al Catanzaro nella gestione Cosentino. Sono stato molto vicino, è stata una di quelle situazioni che ho seguito, e speravo in una chiamata anche dalla nuova proprietà che non c’è stata. Mi sarei voluto avvicinare a casa, per motivi famigliari, tra l’altro a Catanzaro ho vinto anche un campionato di C1 nel 2004. Ritengo di conoscere abbastanza bene il girone”.

Se Preiti dovesse andare via e il Catanzaro la contattasse davvero per fare il ds, lei tornerebbe?

“La società credo che si stia orientando su altri profili. E’ giusto che faccia le proprie scelte”.

Pensa che non le siano stati riconosciuti i meriti nella giusta misura?

“Questo è un discorso che riguarda i direttori sportivi più in generale. Spesso quando vuoi puntare su un giocatore o su un allenatore, punti su chi ha fatto molto bene in quella categoria oppure su un giovane, mentre i direttori sportivi sono figure quasi secondarie, perché i presidenti hanno più rapporti diretti con i procuratori”.

Lei vorrebbe più tutela da parte dell’ADISE?

“Non è un discorso di tutela dell’ADISE: è che oggi nel mercato, con il sistema calcio, i presidenti vengono contattati dai procuratori, sono più presenti loro anche nel parlare con gli allenatori stessi, quindi i direttori hanno meno valenza. Ci dovrebbe essere una struttura verticale che prevede il presidente, il direttore sportivo e poi l’allenatore”.

Che cosa fa adesso?

“A me piace molto fare il lavoro che faccio, quindi continuerò a osservare partite di qualsiasi categoria per tenermi in aggiornamento, poi aspetterò, sperando che qualcuno possa valutare il lavoro svolto in precedenza”.

Ringraziamenti....

"Permettimi di salutare tutti i tifosi stabiesi. Sono stati sempre cordiali e rispettosi nei miei confronti. Tra i tanti c'è ne uno in particolare, è un infermiere di nome Alfonso, un professionista che mi è stato vicino e mi dà un grosso apporto nel quotidiano".

Riprenderebbe mister Fontana?

“Non sconfesso la scelta dell’allenatore, perché per me è un allenatore valido, e farà carriera. La problematica che c’è stata con Fontana alla Juve Stabia è che non mi aspettavo determinate cose sotto l’aspetto umano”.