ESCLUSIVA TLP - Fietta: "Incredibile disastro a Como, quanta incompetenza. Rimanere in D? Con un'altra proprietà..."

 di Alessio Lamanna  articolo letto 5054 volte
Giovanni Fietta
Giovanni Fietta

Nonostante sia in vacanza, quando c'è da parlare del Como Giovanni Fietta non si tira indietro. Il centrocampista 32enne, capitano biancoblu nella scorsa stagione, ha appena visto scadere il suo contratto nel silenzio della proprietà. Ma questo è stato il meno dei mali visto che lo storico club lombardo non è nemmeno riuscito a iscriversi alla prossima Lega Pro, complice una gestione scellerata di Lady Essien, che aveva acquistato il club all'asta a metà marzo ma, dopo aver investito circa 500mila euro, inspiegabilmente non ha più pagato quanto dovuto. Ne abbiamo parlato proprio con Fietta che, nonostante la sua esperienza, si è mostrato particolarmente incredulo e deluso per l'accaduto. 

Giovanni, come commenti quanto è successo a Como?
"Sono allibito, è successo qualcosa che sembrava incredibile dopo i proclami iniziali. Già molto prima dei playoff la situazione mi infastidiva, ma ho preferito non dire niente. Più passava il tempo e più capivamo che qualcosa non andava".

Cioé?
"La proprietà era assente, non si riusciva a parlare con nessuno, l'Ad Casimiri non l'abbiamo mai vista. In più nelle interviste si screditava di continuo il lavoro fatto fin lì, dicendo che costavamo troppo o che era meglio non arrivare ai playoff. E prima di Piacenza non abbiamo visto né sentito nessuno. Di sicuro inconsciamente quella situazione ci ha condizionato ai playoff. Vedevamo persone arrivare e poi sparire e una grandissima confusione sui programmi. Poi non si può annunciare la conferenza stampa per presentare nuovo allenatore e ds proprio durante la festa per i 110 anni, un saluto verso chi andava via. Infine quello che è successo negli ultimi giorni è incredibile. Di sicuro ho avuto l’impressione che volessero fare piazza pulita sin dall’inizio, ma penso ci sia stata anche tanta incompetenza e superficialità. Nell’ultimo periodo in sede non sapevano con chi parlare. Un disastro".

Un disastro ma anche un peccato...
"Sì, perché si era creato un legame forte tra squadra e tifoseria, mai come quest’anno. Siamo tutti dispiaciuti e senza parole. In più c’era un settore giovanile che stava lavorando con anima e cuore e che ha vinto lo scudetto Under 17. Dando continuità a tutto questo ci si poteva togliere soddisfazioni, invece si è dilapidato un patrimonio. Dispiace soprattutto per i tifosi: quando una società non ha futuro, i giocatori possono guardarsi intorno, mentre i tifosi no. Con la passione che hanno messo, vedere tutto distrutto è triste. Ma si sono già rialzati tante volte e lo faranno ancora. Spero il Como possa tornare dove merita, so quanto può dare questa piazza".

Ora per te è il momento di pensare al futuro: hai novità?
"Mi guardo intorno. Per ora nessuna proposta concreta, solo qualche chiacchiera".

Potresti pensare di rimanere a Como in caso di Serie D?
"Guarda, finora non ho mai pensato a scendere in D perché mi piacerebbe rimanere tra i professionisti. Però non chiudo nessuna porta: sono qui da 4 anni e sono diventato capitano. Di sicuro il Como è l'unica squadra di Serie D con cui mi metterei a un tavolo per parlare. Con un'altra proprietà, però. Con questa penso sia impossibile".