ESCLUSIVA TLP - AIC, Calcagno: "Serie C a 56? Una vergogna. E il campionato inizierà con stipendi non pagati..."

 di Sebastian DONZELLA  articolo letto 6845 volte
© foto di Emiliano Crespi
ESCLUSIVA TLP - AIC, Calcagno: "Serie C a 56? Una vergogna. E il campionato inizierà con stipendi non pagati..."

Serie C a 56, niente riapertura dei ripescaggi, slittamento nel pagamento degli stipendi. Giornata infuocata, quella odierna, in FIGC. Sugli scudi soprattutto l'Assocalciatori, contraria a tutte le novità odierne. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il vice-presidente dell'AIC, l'avvocato Umberto Calcagno.

Ripescata solo la Triestina, restano fuori Rende, Forlì, Vibonese, Potenza e Rieti.

"Siamo in un mondo sbagliato. Invece di accettare i virtuosi e farli giocare, ripescando chi ha sempre pagato, lo ripenalizziamo non dandogli la possibilità di fare calcio. Noi e la Lega Pro eravamo d'accordo a riaprire i ripescaggi per permettere a club da sempre in regola con i pagamenti come Forlì e Vibonese di avere la possibilità di rientrare. Parliamo di società che hanno sempre pagato con puntualità e si sono ritrovate in Serie D anche a causa di squadre come Maceratese, Mantova e Messina che hanno fatto il passo più lungo della gamba. Grande merito ai ragazzi dei club esclusi dal campionato che hanno ottenuto sul campo la salvezza nonostante le grosse difficoltà vissute in stagione.
Purtroppo, però, al posto loro sono retrocesse squadre virtuose che per rispettare le regole non hanno comprato giocatori più costosi. Abbiamo perso due volte: prima perdiamo piazze importanti che non si iscrivono e poi non ripeschiamo imprenditori seri che non hanno mai dato problemi. Le stesse Rieti e Rende, non in regola con le scadenze per i ripescaggi, avrebbero potuto ripresentare domanda senza problemi. E lo stesso vale per il Potenza. Stiamo lasciando fuori club che avrebbero pagato tutto regolarmente".

La prossima Serie C a 56 presuppone novità di tipo regolamentare.

"Il principio di parità competitiva impone che tutte le squadre abbiano lo stesso rischio di retrocedere.Credo ci saranno tre retrocessioni nel girone da 20 e una sola nei gironi da 18. L'alternativa con numeri dispari porterebbe all'introduzione delle soste svantaggiando alcuni club. Tutte queste regole astruse, in ogni caso, sono l'anticalcio: tutto questo caos è nato dalla volontà del presidente FIGC Tavecchio e del rappresentante degli allenatori, Ulivieri, di non voler ripescare più squadre in Serie C. E mentre in Serie A e B abbiamo già stilato i calendari, in C ancora non sappiamo come formare i gironi. Questo però non è professionismo. Non è una colpa della Lega Pro ma di scelte imposte dall'alto".

Le retrocessioni da nove passeranno a cinque?

"Le NOIF ti obbligano a ricostruire il format: se sei a 56 dovrai essere a 60 nella prossima stagione. Se verranno mantenute le nove retrocessioni la decisione potrebbe essere impugnata, con cinque invece potrai ritornare al numero naturale stabilito dalle regole". 

La modifica del termine di pagamento degli stipendi di giungo dal 21 agosto al 16 settembre vi ha fatto sobbalzare in aria.... 

"Ci siamo alzati e siamo andati via. Prima inaspriamo le norme, aumentando da 1 a 2 i punti di penalizzazione per chi non paga in tempo, e poi posticipiamo le scadenze a 15 giorni dalle stesse, dando una mano a chi non è virtuoso. Questo non è falsare i campionati? Non è un caso che il presidente del Bassano, un grande imprenditore come Rosso, si è astenuto non votando questa norma. La realtà è che siamo sempre presenti per le rassegne stampa del giorno dopo del Consiglio Federale, dichiarando: "Abbiamo inasprito le pene". E poi posticipiamo le scadenze. Quest'anno inizi il campionato senza aver finito di pagare gli stipendi dell'anno precedente. E' una vergogna, non ci riconosciamo più in questa Federazione".

A proposito di allenatori: il vostro presidente Tommasi è in aperta polemica con Ulivieri...

"Non riusciamo a capire la logica degli allenatori. Da quel che vediamo si capisce solo che Ulivieri ormai è allineato con Tavecchio e per questo rinuncia a una quarantina di posti di lavoro tra i professionisti per allenatori, preparatori dei portieri e altre figure dello staff" che si perdono col passaggio da 60 a 56".