ESCLUSIVA TLP - AIC, Calcagno: "Pronti allo sciopero, non lasciamo a casa 200 famiglie"

 di Sebastian DONZELLA  articolo letto 5105 volte
© foto di Emiliano Crespi
ESCLUSIVA TLP - AIC, Calcagno: "Pronti allo sciopero, non lasciamo a casa 200 famiglie"

Non c'è pace in Serie C. E, al momento, non c'è nemmeno una data d'inizio certa. L'Assocalciatori, infatti, ha proclamato lo stato di agitazione [LEGGI QUI], anticamera dello sciopero. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva Umberto Calcagno, vice-presidente dell'AIC che sta seguendo da vicino la vicenda.

Questo stato di agitazione porterà allo sciopero? 

"Dipende dalla volontà che i nostri interlocutori avranno di risolvere i nostri problemi. Al momento, a causa dei mancati ripescaggi decisi dalla FIGC, ci troviamo con quattro squadre in meno. Sono 150 calciatori in meno, 150 famiglie nei guai. Il no ai ripescaggi ha cancellato quanto di buono fatto nell'ultima stagione che, dal punto di vista sportivo, aveva funzionato magnificamente, con squadre in corsa fino all'ultimo per un obiettivo. Io non riesco a spiegare ai nostri associati il senso di distruggere il format, se qualcuno sa qual è venga e ce lo dica".

Quali sono le vostre richieste?

"Dal momento che le regole del gioco sono cambiate, non accettiamo più i 14 over in lista. Servirà tornare almeno a quota 16, come nell'ultima stagione, recuperando così almeno 50 posti. Non abbiamo intenzione di lasciare a casa 200 famiglie.

Inoltre siamo rimasti sorpresi dallo slittamento nelle scadenze degli stipendi di giugno. Prima inasprisci i controlli e poi  posticipi i pagamenti? O aiuti i virtuosi o gli vai contro, non può esistere una via di mezzo.

E vogliamo maggiori garanzie sulle fideiussioni, per evitare i problemi sorti nell'ultima stagione. I mancati ripescaggi creano un problema con il fondo di solidarietà che probabilmente salterà, visti i buchi nelle fideiussioni di Latina e Messina".

I giovani, però, sono il futuro della Serie C...

"Questo non significa accettare il sistema delle liste: non capisco perché inserire una norma per una cosa che può essere adottata in maniera volontaria. Tra l'altro, quest'anno saranno maggiori i contributi per chi manderà in campo i giovani, un incentivo nello schierarli. Non capisco perché un team non possa scegliere il numero di calciatori over da mandare in campo. La realtà è che le squadre che giocano con molti giovani provano ad appiattire il livello tecnico del campionato per essere così maggiormente competitive. 

Quali sono le tempistiche di questo stato d'agitazione? 

"Se non avremo riscontri nelle prossime due settimane, prenderemo le decisioni opportune. Se a una settimana dall'inizio dei campionati, previsto a fine agosto, non saremo soddisfatti, allora lo sciopero potrebbe diventare realtà. Anche se un gesto estremo: tutti noi vorremmo scendere in campo e giocare, ma questo sarà possibile solo se il sistema garantirà ai calciatori le giuste tutele".