Andria, Mancino a TLP: "Nuove norme sugli over stringenti. Potremmo non giocare. Sul mio futuro..."

 di Luca Esposito Twitter:   articolo letto 4183 volte
© foto di Giuseppe Scialla
Andria, Mancino a TLP: "Nuove norme sugli over stringenti. Potremmo non giocare. Sul mio futuro..."

Nicola Mancino, centrocampista offensivo trentatreenne della Fidelis Andria, resta uno dei giocatori più ambiti sul mercato della Lega Pro, nonostante abbia saltato parte della stagione appena conclusa a causa di vari infortuni. Mancino, che in carriera ha giocato anche in B a Grosseto, sta allenandosi già da queste settimane per recuperare tono atletico e farsi trovare pronto per il nuovo campionato. Ai microfoni di  TuttoLegaPro.com, l’attaccante napoletano ha voluto parlare anche dei cambiamenti che il presidente della Lega Gabriele Gravina vorrebbe introdurre nel prossimo campionato: quello di far scendere da 16 a 14 il numero dei giocatori nati prima del 1° gennaio 1995. Mancino, che è un over così come tanti altri colleghi di tante altre squadre, spera che non ci debbano essere troppi "esuberi".

"Mi sto già allenando in vista della prossima stagione. Il mio obiettivo sarà quello di riscattarmi dopo un'annata difficile. Non mi era mai successo di restare tanto tempo fermo. E' vero che ho un altro anno di contratto, ma non so che cosa ci sarà nel mio futuro: ad Andria sto bene. Valuteremo in seguito".

Per la prossima stagione Gravina vorrebbe introdurre il limite massimo di 14 calciatori over da tesserare per i club di Lega Pro, quindi due in meno. Che cosa ne pensa?

"Penso che noi calciatori ci tuteleremo, saremmo orientati a scioperare e a non scendere in campo per la prima giornata: questa normativa svantaggerebbe molti calciatori e penalizzerebbe molte famiglie, anche perché un giocatore a ventisei o ventisette anni potrebbe rischiare di smettere di giocare a calcio".

E' vero che alcuni di voi potrebbero non rinnovare l'iscrizione all'AIC in mancanza di una tutela adeguata?

"Sì, questo lo stiamo valutando, perché è da tempo che noi calciatori non siamo tutelati abbastanza”.