Rende, il disperato tentativo di ripescaggio. Sul campionato di Catanzaro e Avellino una pericolosa spada di Damocle!

 di Vittorio Galigani  articolo letto 7881 volte
Vittorio Galigani
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
Vittorio Galigani

Il Rende ha presentato ricorso presso il Collegio di Garanzia del Coni, avverso alla decisione del Consiglio Federale che lo ha escluso dai ripescaggi in Serie C. Sarà discusso a breve, l’undici di agosto.

Alla luce di quanto emerge dal comunicato della Federcalcio 30/A del 4 agosto 2017, del quale riportiamo qui di seguito uno stralcio oltremodo eloquente, le posizioni sembrerebbero delineate in maniera oltremodo esplicita. Il Rende non ha rispettato i termini perentori (28 luglio 2017) per il deposito delle garanzie fideiussorie richieste. Ovvero le ha presentate, ma erano prive della indispensabile validità. Sembrerebbe e non sarebbe una semplice supposizione, che quelle fossero “taroccate”. Il successivo, tardivo, deposito all’uno agosto 2017, di ulteriori due polizze, è andato ben oltre i limiti della perentorietà regolamentare.

Orbene, legittimo, per carità, il tentativo della Società Rende di ricorrere all’Organo di giustizia del Coni, ma una considerazione, di grande equilibrio, va doverosamente fatta. Pur riconoscendo la buona fede dei dirigenti calabresi. Questi avevano comunque l’obbligo di affidarsi a consulenti diversi. Professionisti dalla credibilità cristallina. Difficile pertanto che possano ottenere le loro ragioni. Si introdurrebbe peraltro nel sistema un concetto estremamente pericoloso. Quello del poter cambiare le fidejussioni “sine die”, a proprio piacimento  e solo se … mi scoprono (!!).

Errare è umano, perseverare diverrebbe diabolico. Senza però mai dimenticare che siamo in Italia dove tutto potrebbe, sempre, accadere (!!!).

…testo, parziale, del comunicato

(- considerato che, alla luce delle verifiche effettuate, la società Rende Calcio 1968 S.r.l., fermo il rispetto degli altri adempimenti di cui al Comunicato Ufficiale n. 10/A del 14 luglio 2017, quanto alle garanzie richieste dal citato comunicato, ha depositato:

a) entro il termine perentorio del 28 luglio 2017, ore 13:00, due fideiussioni bancarie, per le quali, come attestato dalla Lega Pro, non è pervenuta conferma di validità;

b) in data 1° agosto 2017, quindi oltre il suddetto termine perentorio del 28 luglio 2017, ore 13:00, due polizze fideiussorie assicurative per le quali è pervenuta conferma di validità;)

Il giudizio del Collegio di Garanzia, che sembrerebbe scontato, blocca in ogni caso l’ufficialità dei calendari della Lega di Serie C e della composizione dei gironi della Lega di Serie D. Nell’ipotesi, al momento impensabile, del Rende tra i professionisti se ne avvantaggerebbe il Levico Terme che salirebbe, da ripescato, in D. Se ne saprà di più ed in via definitiva, il prossimo 11 agosto.

L’estate del calcio attende anche l’evolversi di altra situazione scabrosa. La vicenda legata all’indagine della Procura della Repubblica di Palmi che ha portato alla luce il tentativo di illecito che sarebbe stato consumato nel corso della gara Catanzaro – Avellino del campionato di Lega Pro della stagione 2012/13. La partita nonostante presunti, precedenti accordi di pareggio, sui quali sta indagando anche la giustizia sportiva, finì sull’uno a zero per i campani, gol di Zigoni, stabilendone la promozione alla serie B.

Mancano soltanto pochi giorni all’inizio dei campionati di Serie B e C. Viene ventilato il coinvolgimento per responsabilità diretta dei due Club. In quel caso rischierebbero entrambi la retrocessione alla categoria inferiore, ma a tutt’oggi non sono ancora partiti neppure i deferimenti. Motivi di giustizia e di salute, riguardanti Giuseppe Cosentino, l’allora presidente del Catanzaro, hanno sino ad oggi impedito che lo stesso potesse essere interrogato dagli 007 del calcio. Sentirlo, per la Procura Federale, è una condizione imprescindibile.

Pur con tutta la buona volontà, degli uffici preposti, appare improbabile che l’eventuale processo sportivo, che prevede due gradi di giudizio, possa andare a sentenza definitiva entro il 26 – 27 agosto prossimi. Date in cui avranno inizio il torneo cadetto e quello della terza serie. Si potrebbe eventualmente ipotizzare solo il rinvio di una, due settimane dell’inizio dei campionati di competenza. Un parere, questo, che appare alquanto traballante.

I terzi interessati, nella vicenda, sarebbero Trapani e Vibonese. I siciliani, che ambiscono sostituire in B l’Avellino, hanno giù preso ufficialmente posizione reclamando, con un comunicato stampa, la soluzione celere delle procedure.

Accennavamo sopra che comunque siamo in Italia. Il Paese dove tutto può sempre accadere. In tutta onestà appare comunque improbabile che si possa andare a sentenza in un così breve lasso di tempo.

L’eventuale slittamento del processo a stagione sportiva in corso, potrebbe tramutare il rischio di retrocessione, ove entrambi i club dovessero essere riconosciuti colpevoli, in una sanzione esemplare. Punti di penalizzazione (tanti) da scontare nel corso del campionato. In ogni caso un contraccolpo notevole. Ad oggi, aspetto non trascurabile, si è ancora in una fase investigativa e l’audizione di Giuseppe Cosentino, il personaggio attorno al quale ruota tutta la vicenda, potrà risultare determinante per l’evolversi delle procedure.

Per la cronaca. In una analoga vicenda di qualche anno orsono, il Potenza calcio venne coinvolto a campionato in corso in un illecito, per responsabilità diretta del suo presidente. Su giudizio emesso dalla Commissione Disciplinare prima e della Corte Federale poi, fu estromesso dal campionato di Lega Pro e radiato dai campionati professionistici. In ultimo grado di giudizio, al Tnas, magnificamente difeso da Eduardo Chiacchio e Michelle Cozzone, pur considerandolo retrocesso alla categoria inferiore, l’allora C2, venne riammesso a disputare, fuori classifica, la parte finale del campionato.

Ripeto, viviamo in Italia. Dove, regolamenti a parte, tutto può sempre accadere.