Il no a Renzi…consiglia aria di pulizia anche nel calcio. Stipendi tutti i mesi, una chimera?

 di Vittorio Galigani  articolo letto 3211 volte
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
Il no a Renzi…consiglia aria di pulizia anche nel calcio. Stipendi tutti i mesi, una chimera?

L’esito del referendum di domenica scorsa ha colpito un po’ tutti e probabilmente anche il nostrano mondo del pallone dovrebbe trarne delle conclusioni alternative.

I giudizi politici o i facili commenti del tipo “io l’avevo detto” non ci competono.

La realtà racconta però che cantare ai quattro venti di quanto si è bravi. Di quante cose sono state fatte. Che tutto va bene. Non può che suonare come un insulto alla realtà di tutti i giorni. Un insulto alla situazione del Paese. Sempre più difficile. Il calcio dovrebbe prendere spunto da questa voglia di aria pulita. Di regole certe, di onestà intellettuale. Per correre ai ripari prima dell’irreparabile. 

Indispensabile partire dai vertici del nostro calcio, dalla necessità di un’autocritica severa, altrimenti lo tsunami potrà colpire tutte le componenti. 

L’uso strumentale della giustizia sportiva,utilizzata disinvoltamente per indebolire i possibili concorrenti, non fa certamente parte di questa indispensabile aria di pulizia e freschezza che invece occorre a tutto il sistema.

Impedire alla Lega Pro di celebrare la propria assemblea elettiva, utilizzando un compiacente giudice che ha puntato a continui rinvii, dal 12 Settembre al 15 Novembre a cosa è servito? A nulla!

La ricerca affannosa e disperata di un candidato da contrapporre a Gravina. Si è voluto coinvolgere Barilli, certamente votato alla causa, con il brillante risultato di fargli incassare ben tre voti… contro i 55 dell’avversario. 

Barilli, da bravo professionista qual è, poteva evitarsela. Non deve risentirsi con chi glielo fa notare. Una persona come lui, capace, non doveva cedere alla richiesta di aprire il proprio intervento elettorale evocando la figura di Mario Macalli. Dirigente che ha onorato per anni la Lega di Serie C ma che, con una gestione a dir poco disinvolta, l’ha poi condotta nel baratro del Commissariamento.

Come il Commissario Straordinario Mele. Soltanto dopo 11 mesi “tira fuori” dal cilindro una sua relazione che tenta di nascondere gli abusi e le spese di vecchi dirigenti. Il tentativo puerile di non tenere conto della realtà. Come invece era stata crudamente e correttamente esposta dal sub-Commissario Feliziani nell’espletamento delle sue funzioni.

C’è voglia di pulizia, di trasparenza, di lealtà. Basta con i giochi di potere. Anche nel calcio si respira quest’aria nuova con il desiderio della trasparenza e del rispetto per regole. (Im)prenditori improvvisati debbono andarsene e non fare più parte del mondo del “pallone”. Il caso del Pisa è sulla bocca di tutti e ci si augura che il Campionato di Serie B possa proseguire senza fallimenti o esclusioni clamorose. 

Il bisogno di certezza delle regole è a tutti i livelli. In tutte le categorie. Come può una società di Serie D, alle porte quindi, del professionismo, fallire a dicembre (caso Lecco). Il Como è stato dichiarato fallito prima di iniziare il Campionato ed i rumors di numerosi altri club, in difficoltà, non sono pochi. 

Regole certe ed imprenditoria seria. Quindi. 

Bene ha fatto l’Aic a pretendere ed ottenere che le mensilità di Giugno 2017 vengano corrisposte in anticipo e vale a dire entro il 21 Agosto. Viene da chiedersi: arrivare a pagare gli stipendi e i contributi mensilmente, come per tutti i lavoratori, è veramente una impresa tanto difficile?

Le elezioni incombono, incombe la necessità di acquisire consensi. A tutti i costi. Attenzione però, il nostro Renzi ha provato negli ultimi giorni ad elargire somme a destra e a manca. I risultati sono sotto gli occhi del popolo sovrano. Meno protagonismo e più trasparenza. Non ci stancheremo mai nel sostenerlo. 

Un’ultima riflessione riguarda la vicenda delle fidejussioni GABLE, approvate ed avallate dalla FIGC con tanta disinvoltura a Luglio scorso. Oggi che la Compagnia è fallita cosa bisogna inventarsi?

Il Consiglio Federale del 30 Novembre scorso ha deciso di … “riaprire i termini” e di concedere alle società tempo sino al 31 gennaio prossimo per trovare altre fidejussioni. Un pasticcio colossale in barba ai criteri di equità e di rispetto delle regole. 

Si può a Novembre modificare il Sistema Licenze Nazionali?Perché una polizza ritenuta idonea a Luglio, a distanza di pochi mesi non vale più?Di chi la responsabilità? L’obbligo di sostituzione della polizza entro il termine non dovrebbe essere oggetto di un apposito Comunicato Ufficiale? Cosa succede se non si ottempera?

Al precetto occorre far seguire una sanzione. Nulla, sull’argomento, si rinviene però nelle carte federali. 

Ove qualcuna delle società di Lega Pro si rendesse inadempiente alla sostituzione, non è dato sapere in base a quale norma o quale principio sarebbe suscettibile di deferimento. Un pasticcio che non fa bene al sistema. Che si sarebbe dovuto gestire con più accortezza e maggiore trasparenza. 

Il ripetersi diventa sempre amaro!

Che i vertici federali siano in tante “manovre” affaccendati, anziché far funzionare a dovere il “motore” del calcio, è molto più di una semplice  sensazione.

Peccato!