Arezzo, il punto del DS Gemmi sul calciomercato

 di Claudia MARRONE  articolo letto 1190 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews
Arezzo, il punto del DS Gemmi sul calciomercato

Lunghissima intervista quella che il DS dell'Arezzo Roberto Gemmi rilascia ai microfoni di amarantomagazine.it: molte le tematiche toccate, anche se la maggior parte dell'attenzione viene focalizzata sul calciomercato. Che il direttore commenta così:

''Il più difficile in assoluto da dieci anni a questa parte, per mille motivi: non si sapeva quanti over poteva tesserare ogni società, quante squadre ci sarebbero state in ogni girone, se la prima giornata si sarebbe giocata, chi e quando sarebbe stato ripescato. Non a caso pochissimi giocatori sono saliti dalla C alla B e pochi sono stati portati in C dai dilettanti. Comunque alla fine abbiamo raggiunto quasi tutti gli obiettivi, tranne uno: avevo chiuso per Martinho, il centrocampista brasiliano. Contratto firmato, poi lui non è voluto scendere in C e ha preferito restare fuori rosa a Bari. Amen''.

Parlando invece degli over in rosa, che sono 13 anzichè 14: "Scelta mia. L'anno scorso a gennaio avevamo la lista al completo e non potevamo acquistare senza cedere. Stavolta, se ce ne fosse necessità, prenderemo subito quel che ci serve. Se poi mi accorgessi che c'è bisogno prima, allora sarebbe diverso. Ma per adesso stiamo così''.

Tra questi anche De Feudis, che sembra sul mercato e prossimo alla cessione e Ferrario: "Quella di De Feudis è una normale storia di mercato, come ce ne sono tante. E' vero che abbiamo provato a cederlo, ma perché volevo ringiovanire il reparto. Non siamo arrivati mai allo scontro né ho forzato la mano. E lui si è comportato con grande professionalità. Ci tornerà molto utile. Ferrario è forte: so che non potrà giocare 38 partite ma so che quando sarà in campo, ci darà qualcosa in più. Guardate sabato per esempio''.

Capitolo a parte quello di Grossi, che ha rescisso il suo contratto: "Ho la presunzione di dire che nessuno conosce Grossi meglio di me, calcisticamente e umanamente. All'inizio del ritiro era motivato e sereno, sennò non l'avrei tenuto. Resto convinto che poteva essere un giocatore decisivo, anche da trequartista. Nel calcio però non tutto va secondo i piani. Mi auguro non smetta di giocare, anche se la sua idea è quella. Dopo l'Arzachena abbiamo parlato e lui ha fatto una scelta da signore. Ha rescisso, ha capito la situazione, ci siamo salutati con affetto. Spero comunque di rivederlo in campo''.