Mantova, pesante situazione debitoria del club? Ecco l'analisi dell'ad Folgori

 di Claudia MARRONE  articolo letto 2767 volte
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
Mantova, pesante situazione debitoria del club? Ecco l'analisi dell'ad Folgori

"Ci hanno tirato un bidone da 2 milioni, per cui permettemi uno sfogo. I tifosi però stiano certi: noi pagheremo gli stipendi, iscriveremo la squadra al prossimo campionato e renderemo l'Acm un gioiellino".

Dalle colonne de La Gazzetta di Mantova, esordisce così, parlando della situazione societaria del Mantova, l'amministratore delegato del club, Enrico Folgori, che spiega poi nel dettaglio la posizione della nuova proprietà romana, insediatasi a gennaio:

"Ci sono troppi debiti pregressi, i vecchi soci ci hanno lasciati soli e hanno completamente stravolto gli accordi di gennaio. Noi abbiamo preso il Mantova quando era in condizioni disperate sul campo, ma non sapevamo che la situazione era peggiore nei conti. Ci avevano dichiarato debiti per 700mila euro, in parte rateizzati fino al 2022 e invece qui si sfiorano i 2 milioni di euro. Il Mantova ha 900mila euro di debiti con l'erario, 5-600 con i fornitori, 300mila "istituzionali" (Tea, Telecom, Enel ecc., ndr), ai quali si aggiungono 250mila euro di crediti inesigibili nei confronti dell'ex presidente Lodi. Che è un signore e che umanamente ha la mia stima, ma che non sta riuscendo a pagare quanto sembrava un introito certo, visto che i vecchi soci ci avevano consegnato suoi assegni firmati a garanzia della cifra".

Ma non finisce qui: "I vecchi soci hanno omesso di informarci di molte cose: qui ogni giorno c'è qualcuno che bussa in sede chiedendo soldi o addirittura si presenta con un decreto ingiuntivo. Addirittura c'è da pagare una procura del 2014 per Caridi. Bollette di ogni genere degli anni scorsi: una addirittura di 5mila euro dell'agosto 2014. A chi telefonavano, a presunti compratori esteri? Insomma, più andiamo avanti e più scopriamo cose incredibili. Abbiamo in piedi 12-13 cause dal giudice di pace con presunti creditori: due le abbiamo già vinte, ma capite che non è simpatico correre dietro a tutte queste cose".

E non manca una clamorosa stoccata all'ex patron Serafino Di Loreto: "Di questo signore, che definirei il bancomat di Musso, abbiamo scoperto che a dicembre ha addirittura acquistato il marchio del Mantova per 50mila euro. E adesso è suo. Ma vi rendete conto? Glielo strapperemo a morsi, quel marchio vale molto di più ed è dei tifosi, della città di Mantova. Non di chi ha combinato disastri, sia sul piano tecnico e sia nella gestione finanziaria del club. Nel settembre scorso, con la società in posizione debitoria, Di Loreto ha avuto il coraggio di riprendersi dal Mantova 100mila euro versati prima come "prestito infruttifero". Una cosa illegale, che non si può fare. Stiamo ancora pagando giocatori come Perpetuini e altri o un allenatore come Maspero, che non ho nemmeno mai visto...Pensavamo di poter contare sul 50% dei fondi della Lega e invece ne avevano speso già l'85%. Insomma: permettete che tutto ciò ci roda un pò? Da qui deriva il mio sfogo, che però non ha nulla a che vedere con il futuro della società: perché io questo club me lo tengo stretto e, ristrutturando il debito e risanando i conti, lo renderò un gioiello. Sul fatto che pagheremo tutto, che ci iscriveremo il 30 giugno e che faremo un campionato da protagonisti, ci metto la mano sul fuoco".

Conclude poi parlando dei soci mantovani di Di Loreto: "Sono corresponsabili del debito creato e a noi non hanno dato nulla: hanno fatto una sponsorizzazione per un accordo che c'era con Musso e hanno risparmiato un po' di tasse. È inutile che dicano che non sapevano nulla, ci sono dentro anche loro eccome".