È stato l’avvocato Sabrina Rondinelli, legale della società Us Catanzaro, a spiegare, questo pomeriggio in una conferenza stampa alla quale era presente anche il patron del club Giuseppe Cosentino, le motivazioni che hanno spinto la dirigenza giallorossa a depositare alla Procura della Repubblica una denuncia per truffa a carico di alcuni ex calciatori della fallita FC Catanzaro. “Non sono validi, a nostro avviso, i contratti stipulati in base ai quali si chiedono attualmente cifre astronomiche. Siamo convinti di quello che abbiamo fatto, consapevoli di aver scelto di percorre una strada che non ha precedenti denunciando i giocatori”. Il legale del club giallorosso ha spiegato che la società ha deciso di rivolgersi alla magistratura dopo che, nel periodo fra luglio e agosto, sono arrivate richieste davvero troppo esose da parte degli ex giocatori dell’FC, che pretendono il pagamento della differenza fra quanto già loro corrisposto dopo il fallimento della società e l’ammontare dei compensi che risultano dagli ulteriori contratti depositati in Lega nell’ottobre 2010, periodo nel quale il vecchio sodalizio versava, già, in condizioni più che critiche.
Da qui la decisione di rivolgersi alla giustizia penale che ha avviato l’indagine che vede coinvolti 13 giocatori, indagati al momento per tentata truffa e formazione di credito simulato. “Inizialmente abbiamo promosso un giudizio in sede sportiva per chiedere la sospensione della decisione relativa alla validità delle richieste dei giocatori, riscontrando il sostengo della Lega che si è schierata a favore della società. Ma siamo stati costretti ad andare oltre, rivolgendoci agli organi competenti perché è necessario capire come sia stato possibile stipulare contratti così onerosi per una società che versava in condizioni economiche davvero difficili. Proprio per questo motivo ci è sembrato che ci siano gli estremi per una truffa, tanto da chiedere di verificare anche la legittimità dei debiti già pagati”. Soldi per i quali il presidente Cosentino tuona: “Io ho già pagato quanto stabilito dal curatore fallimentare e dalla Lega quando ho acquisito la società. Proprio nei loro confronti sono pronto a rivalermi se le cose non andranno per il verso giusto”.
L’inchiesta, che vede coinvolti i calciatori Francesco Corapi, Ivano Ciano, Alessandro Bruno, Antonio Montella, Davide Lodi, Alessandro Vono, Roberto Di Maio, Ciro De Franco, Stefano Di Cuonzo, Manolo Mosciaro, Roberto Mancinelli, Giuseppe Di Meglio e, ultimo in ordine temporale, Giuseppe Benincasa, ha portato i militari della Guardia di Finanza negli uffici della Lega, dove sono stati sequestrati i contratti sospetti e, attualmente, sta proseguendo con l’audizione delle persone informate sui fatti. Ieri, intanto, si è svolto a Firenze il Collegio arbitrale durante il quale la società giallorossa ha chiesto la sospensione dell’arbitrato in attesa dell’evoluzione dell’inchiesta penale. La decisione è attesa per lunedì.
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